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Cinema

A «Semplice» la lode della giuria: per avere raccontato con delicatezza una storia universale quale quella tra nonno e nipote

4 ottobre 2024  ·  Redazione
A «Semplice» la lode della giuria: per avere raccontato con delicatezza una storia universale quale quella tra nonno e nipote

Al corto “Semplice” del regista Valerio Giuseppe Cammarata è assegnata l’Honorable Mention dalla Giuria del festival del Cinema di Cefalù con la seguente motivazione: « Il film si distingue per la sua capacità di raccontare una storia universale, come quella del legame tra nonno e nipote, con una delicatezza e una profondità che hanno conquistato il cuore di tutti.  Semplice ci regala un ritratto intimo e toccante di un rapporto speciale, quello tra un anziano signore e suo nipote con disabilità. Attraverso gli occhi di questi due protagonisti, si assiste a un'evoluzione emotiva profonda e autentica. Il nonno, inizialmente segnato dalla perdita della moglie, ritrova la gioia di vivere grazie all'amore incondizionato del nipote. Ciò che ha particolarmente colpito la giuria è stata la capacità degli autori di rappresentare con semplicità e autenticità un legame così complesso e profondo.  Il film, privo di filtri o stereotipi, ci mostra la bellezza e la forza dell'amore in tutte le sue forme. Semplice è un film che ci ricorda l'importanza dei rapporti umani, della famiglia e della solidarietà. È un'opera che ci invita a rallentare i ritmi frenetici della vita quotidiana e a riscoprire il valore delle piccole cose. Semplice è un film che emoziona lascia un messaggio di speranza. È un'opera che merita di essere vista e condivisa, perché ci ricorda che anche nei momenti più difficili, l'amore può essere la nostra più grande forza».

Valerio Giuseppe Cammarata, classe 1979, di San Cataldo . Appassionato di cinema e teatro, sin da ragazzino si diletta a scrivere dei testi da interpretare assieme agli altri giovani sul palco dell’Oratorio. All'età di 11 anni riceve in regalo una videocamera analogica, con la quale realizza i primi cortometraggio e documentari. Oggi è marito, padre di tre figli e un professionista della sanità. Sempre attratto dal mondo del cinema e dalla voglia di raccontare delle storie, continua con passione a realizzare dei piccoli film e docu-film legati immancabilmente a tematiche sociali e al territorio, i cui protagonisti sono sempre i giovani. I suoi lavori, infatti, vengono proposti a scuole (elementari, medie e superiori) dove ricevono una calorosa accoglienza riscontrando interesse da parte del giovane pubblico e dei docenti che dopo la proiezione raccontano le loro impressioni sul film e sulle tematiche proposte dialogando anche con esperti che vengono invitati per l'occasione. Tra i lavori proposti alle scuole: Il docu-film "Brucia come Zolfo", che racconta delle miniere di zolfo presenti nel territorio nisseno fino ai primi decenni del secolo scorso, al barbaro lavoro pieno di pericoli legato a queste e alla tratta dei minori, i "carusi", che venivano utilizzati per l'estrazione del richiesto minerale. Tematica forte e cruenta che però viene affrontata con molta delicatezza così da poter essere affrontata e visionata anche da un pubblico di bambini. Il film "Incontroluce", che racconta la storia di un giovane studente, di un errore commesso a scuola e di una fase riparatoria con la "messa alla prova" all'interno di una struttura che accoglie ed educa all'autonomia dei ragazzi autistici gravi. La sua esperienza verso la conquista del riscatto nei confronti della legalità, ma soprattutto un incontro con persone che lui stesso definisce "diverse" ma che gli cambiano per sempre il punto di vista sulla vita. Il film "Semplice", che racconta in maniera originale e priva di filtri e stereotipi l'amore tra un nonno e suo nipote, un ragazzo con disabilità. In una società dove tutti corrono e concorrono ad essere i primi, una storia che veste i panni dei due protagonisti. Dai rapporti umani  che i personaggi intrattengono, emerge un intimissimo capace di commuovere. Vincitore al "Medardo Rosso Film Fest" di Lecco, Vincitore del "Festival Corto ma non troppo" di Paliano, Vincitore come miglior colonna sonora al "Festival CineCì Corti Cultural Classic" di Palma Campania. Eccco come ha risposto alle nostre domande:

Perché ha deciso di girare questo Film? Il film è tratto da una storia vera, i cui protagonisti erano mia nonna e mio cugino. Io l'ho riadattata al cinema e ne ho approfittato per arricchirlo di tematiche utili.

Su quale tema vuole richiamare di più l’attenzione di chi lo guarda? Il film affronta diverse tematiche sociali, quali l'integrazione, l'accettazione della diversità altrui e della propria, ma soprattutto parla dell'amore. L'amore che pervade le vite dei diversi protagonisti è un sentimento  che risolve ciò che sembra irrisolvibile, è un amore salvifico e lo fa' semplicemente regalando un sorriso.Che messaggio intende lanciare con questo film al mondo del cinema? Il nostro tentativo è stato quello di affrontare questi temi con delicatezza, originalità e anche in modo divertente, pur non avendo a disposizione grandi mezzi o risorse. Spero che l'arte cinematografica continui a dare sempre a chiunque la possibilità di raccontare una storia interessante.