Al corto “Gears a factory fairy tale” del regista Carlo Magrì è assegnata l’Honorable Mention dalla Giuria del festival del Cinema di Cefalù con la seguente motivazione: «Con Gears, una favola in fabbrica, il regista riesce a trasformare un ambiente industriale, spesso percepito come freddo e meccanico, in uno spazio magico, incantevole, capace di trasmettere bellezza e poesia. In soli 131 secondi, il cortometraggio ci accompagna nella visione meravigliosa della piccola protagonista, che riesce a vedere oltre l’apparente monotonia della fabbrica e a trasformare il rumore dei macchinari in una sinfonia, e il movimento degli ingranaggi in una danza leggera. La regia dimostra una straordinaria capacità di far emergere una narrazione delicata ed emozionante, utilizzando con maestria il contrasto tra la durezza del mondo industriale e la leggerezza dell’immaginazione infantile. Ogni fotogramma è curato nei minimi dettagli, dal suono meccanico che si trasforma in musica, alla fotografia che esalta i movimenti degli ingranaggi come se fossero una coreografia naturale. Il montaggio è rapido ma armonico, riuscendo a dare ritmo e dinamismo, senza mai far perdere il filo dell'emozione che attraversa il corto. Le scelte stilistiche e narrative fanno di Gears un piccolo gioiello capace di regalare al pubblico un’esperienza visiva unica, in cui l'ordinario si trasforma in straordinario. La protagonista, attraverso il suo sguardo innocente e sognante, ci ricorda il potere dell’immaginazione, capace di rendere meravigliosi anche i luoghi più inaspettati. Questo cortometraggio è una celebrazione della fantasia, una metafora di come la bellezza possa essere trovata anche dove meno ce lo aspettiamo. Per la sua capacità di trasmettere una visione gioiosa e poetica della realtà industriale, per l'originalità del racconto e la sensibilità della sua realizzazione tecnica, la Giuria del Festival del Cinema di Cefalù conferisce a Gears, una favola in fabbrica il Giudizio di Lode. Con la sua semplicità, questo cortometraggio riesce a toccare il cuore degli spettatori, trasformando un breve racconto in una lezione universale sul potere della fantasia e sulla bellezza nascosta nel quotidiano».
Carlo Magrì. Architetto e musicista, per Imagem srl, società fondata nel 2007 insieme a Paola Samoggia, si occupa di comunicazione, computer grafica, visualizzazione fotorealistica e video nell'ambito dell'architettura e del design, modellazione tridimensionale e prodotti multimediali. Nel 2022 entra a far parte della Commissione Pari Opportunità all'Ordine degli Architetti di Bologna. Da diversi anni , con Paola, si occupa di arte e lavoro: affrontando temi sociali legati al mondo del lavoro come sicurezza e dignità utilizzando l’arte come strumento universale di comunicazione. Due sono i progetti più rilevanti per i quali ha curato regia, scenografia, fotografia, montaggio e post-produzione: - “27 dollari, multimedia chamber opera” (Fano 2019). Da questa opera è stato tratto il cortometraggio "27dollari, Daydream". - NO CRASH (nato durante il primo lockdown, marzo 2020)racconta il tema delle morti bianche attraverso Musica, Danza e Architettura. Ecco come ha risposto il regista alle nostre domande:
Perché ha deciso di girare questo Film? Per dare una nuova declinazione ad un tema caro a mia moglie Paola Samoggia e a me: la sicurezza sul lavoro espressa attraverso l’arte. E’ una scommessa che da tempo abbiamo deciso di fare: è possibile affrontare temi socialmente difficili attraverso l’arte, attraverso la bellezza e la poesia? Il messaggio è in grado di toccare i cuori di chi guarda i nostri lavori? Ogni volta che ci avviciniamo ad un nuovo lavoro lo facciamo con questo preciso obiettivo.
Su quale tema vuole richiamare di più l’attenzione di chi lo guarda? Sul potere della musica e dei linguaggi non verbali: più il tempo passa più trovo difficile “trovare” parole in grado di descrivere le mie emozioni…. Mi pare che il format che abbiamo messo a punto invece riesca a dire più di qualsiasi discorso: arte, musica, danza, architettura, video insieme per andare oltre le parole…
Che messaggio intende lanciare con questo film al mondo del cinema? Fidarsi dell’arte: come linguaggio in grado di parlare alle persone di ogni età, cultura, estrazione sociale e lingua. Il cinema, declinato in questa forma “artistica” senza dialoghi e nel formato breve del cortometraggio, è e rimane per noi l’espressione più completa per veicolare qualsiasi tipo di messaggio. Per questo ringraziamo particolarmente questo festival che ha voluto, con grande apertura, accogliere forme di cinema alternative come la nostra.