Nel film sembra un luogo lontano anni luce dalla Terra. Anakin Skywalker e Padmé Amidala sono circondati dall'acqua, da montagne verdi e da una villa che sembra costruita apposta per nascondere il loro amore agli occhi della galassia. Eppure quel paesaggio non si trova su Naboo. Si trova in Italia, sulle rive del Lago di Como. È Villa del Balbianello, uno dei luoghi nei quali George Lucas girò alcune delle scene più romantiche di Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni. La fantascienza, in questo caso, ebbe bisogno di pochissimi effetti per inventare un altro pianeta: il paesaggio era già lì.
Il rifugio di Anakin e Padmé esiste davvero
Nel secondo episodio della saga Padmé deve lasciare Coruscant dopo una serie di attentati e Anakin riceve l'incarico di proteggerla. Il viaggio li conduce su Naboo, lontano dalla politica, dal Senato e dalle minacce che circondano la giovane senatrice. È proprio in questo isolamento che il rapporto tra i due cambia. George Lucas aveva bisogno di un luogo che desse immediatamente l'idea di una bellezza appartata, quasi irreale. Villa del Balbianello, affacciata sull'acqua dalla punta della penisola di Lavedo, offriva esattamente ciò che serviva.
Quando il Lago di Como diventa Naboo
La macchina da presa non nasconde completamente il paesaggio reale. Anzi, ne utilizza la forza. Il lago diventa l'acqua di Naboo, le montagne che lo circondano costruiscono l'orizzonte del pianeta e i giardini della villa sembrano appartenere naturalmente all'universo immaginato da Lucas. È uno di quei casi nei quali il cinema non deve costruire un mondo dal nulla: gli basta guardare un luogo reale da un'angolazione diversa. Chi conosce il Lago di Como può riconoscere immediatamente alcuni elementi, ma dentro il film la stessa geografia assume una nuova identità.
La terrazza del matrimonio segreto
Il punto più riconoscibile è la terrazza accanto al loggiato. È qui che, alla fine del film, Anakin e Padmé celebrano in segreto il loro matrimonio. Alle loro spalle c'è il lago, davanti a loro un futuro che lo spettatore sa già essere destinato a diventare tragico. La scelta di questa terrazza rende la scena quasi sospesa: non c'è folla, non c'è una grande cerimonia, non c'è il rumore della politica galattica. Ci sono soltanto i due personaggi e un paesaggio che sembra proteggerli per pochi istanti da tutto ciò che accadrà dopo.
Una villa del Settecento dentro Star Wars
Villa del Balbianello non nacque naturalmente per il cinema. La sua storia risale alla fine del Settecento, quando il cardinale Angelo Maria Durini fece realizzare qui una dimora destinata al riposo e alla contemplazione. Sorge sulla punta del Dosso di Lavedo, in una posizione che permette di guardare il lago da più direzioni. Nel corso dei secoli passò attraverso diversi proprietari fino ad arrivare all'esploratore Guido Monzino, che la trasformò anche in un luogo capace di raccontare i suoi viaggi e le sue spedizioni. Dopo la sua morte la villa passò al FAI, che ancora oggi la conserva e la rende visitabile.
George Lucas cercava un luogo fuori dal tempo
La cosa interessante è che Villa del Balbianello non appare futuristica. Non ci sono strutture metalliche, astronavi o architetture impossibili. Ed è proprio questo a renderla perfetta per Naboo. Nella saga, il pianeta di Padmé è caratterizzato da edifici eleganti, giardini, acqua e paesaggi nei quali la natura e l'architettura sembrano convivere senza conflitto. Lucas utilizza quindi una villa italiana del XVIII secolo per costruire un mondo appartenente a un'altra galassia. Il risultato funziona perché lo spettatore percepisce quel luogo come antico e allo stesso tempo lontano dalla quotidianità.
Il cinema cambia il modo di guardare un luogo
Dopo aver visto L'attacco dei cloni, è difficile arrivare sulla terrazza della villa senza pensare ad Anakin e Padmé. È uno degli effetti più curiosi del cinema sui luoghi reali: una scena può sovrapporsi alla storia autentica di un edificio fino a creare una seconda memoria. Per qualcuno il Balbianello è una delle grandi ville storiche del Lago di Como; per altri è prima di tutto un frammento di Naboo. Le due identità oggi convivono. Il visitatore può osservare il loggiato, il giardino e l'acqua sapendo che proprio quelle prospettive furono trasformate in un altro pianeta.
Non soltanto Star Wars
Il fascino cinematografico della villa non si è fermato alla saga di George Lucas. Pochi anni dopo, nel 2006, anche Casino Royale utilizzò il Balbianello per alcune scene con James Bond. Il luogo era già comparso in altre produzioni, ma Star Wars gli ha dato una riconoscibilità internazionale particolare. È significativo che due universi cinematografici così diversi abbiano scelto lo stesso spazio: da una parte la galassia di Anakin Skywalker, dall'altra il mondo di 007. Cambiano i personaggi e le storie, ma il lago e la villa riescono ogni volta a diventare qualcosa di diverso.
Il luogo del cinema
Luogo: Villa del Balbianello, Lago di Como
Film: Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni
Anno: 2002
Regia: George Lucas
Personaggi: Anakin Skywalker e Padmé Amidala
Nel film: il paesaggio di Naboo e il luogo del matrimonio segreto
Scena simbolo: Anakin e Padmé sulla terrazza affacciata sul lago
Una galassia lontana che si può visitare
È forse questa la parte più sorprendente della storia. Molti luoghi di Star Wars esistono soltanto attraverso scenografie, modellini ed effetti digitali; quello di Anakin e Padmé può invece essere raggiunto realmente. La terrazza è ancora lì, il lago continua a riempire l'orizzonte e il loggiato conserva la stessa geometria vista nel film. Basta togliere mentalmente costumi e personaggi per ritrovare Villa del Balbianello. Oppure fare l'operazione opposta: arrivare sul Lago di Como, guardare l'acqua e immaginare per qualche minuto di essere su Naboo.
