La conquista del governo non basta a Benito Mussolini: negli episodi 5 e 6 di M – Il figlio del secolo il problema diventa trasformare il potere ottenuto in una posizione sempre più difficile da rovesciare. La7 trasmette i due capitoli lunedì 2 novembre 2026, dalle 21:15 circa, con il secondo a seguire intorno alle 22:20. Luca Marinelli interpreta Mussolini nella miniserie diretta da Joe Wright, tratta dal romanzo di Antonio Scurati.
La serata affronta due strumenti del consolidamento politico: cambiare le regole della competizione e allargare il proprio schieramento. La serie li mette in relazione con le opposizioni che il protagonista incontra, sia fuori dal fascismo sia dentro il movimento che lo ha portato al governo. Le anticipazioni riguardano il quinto e il sesto episodio, non il finale della miniserie.
Episodio 5: la battaglia sulla legge elettorale
Nel quinto episodio Mussolini vuole una legge elettorale capace di garantirgli la maggioranza assoluta. L’obiettivo è ridurre la fragilità della propria posizione parlamentare, facendo dipendere il futuro del governo da regole più favorevoli al suo schieramento. La ricerca del consenso si accompagna così al tentativo di modificare il meccanismo con cui quel consenso diventa potere.
Don Luigi Sturzo si oppone al progetto. Il confronto con il leader cattolico porta al centro della puntata la capacità delle altre forze politiche di resistere o cedere alla pressione fascista. La domanda non riguarda soltanto una disputa fra personalità: investe la disponibilità a difendere un limite all’espansione del capo del governo.
Il significato della vicenda emerge nel rapporto fra legalità formale e squilibrio politico. Una trasformazione può passare attraverso atti istituzionali e, nello stesso tempo, rendere più difficile l’alternanza. Guardare la puntata da questa prospettiva permette di seguire il peso delle decisioni parlamentari, oltre ai gesti più apertamente violenti.
Episodio 6: le liste si aprono agli opportunisti
Nel sesto capitolo Mussolini accoglie nelle liste del partito esponenti provenienti da altre formazioni. La prospettiva della vittoria attrae uomini disposti a cambiare schieramento, mentre il protagonista cerca di trasformare adesioni differenti in un vantaggio politico. L’allargamento introduce però un conflitto con chi considera il fascismo una comunità che dovrebbe restare fedele alle proprie origini.
A opporsi è Cesare Forni, figura del fascismo della prima ora. La sua contestazione rende visibile una contraddizione interna: ciò che può rafforzare Mussolini nella competizione elettorale può essere vissuto come un tradimento da una parte dei suoi sostenitori. Il controllo del movimento richiede quindi di gestire anche la ribellione dei propri uomini.
La puntata invita a osservare il rapporto fra fedeltà e convenienza. Chi cambia partito per restare vicino al potere e chi rivendica una presunta purezza del movimento occupano posizioni diverse, ma entrambi costringono il protagonista a misurarsi con il consenso di cui dispone. L’autorità personale viene costruita anche neutralizzando le resistenze interne.
Due episodi sul consolidamento del potere
Il filo che unisce i due capitoli è la progressiva riduzione degli ostacoli. Nel primo, la contesa riguarda le regole; nel secondo, la composizione dello schieramento e i dissensi che ne derivano. La violenza fascista resta il contesto entro cui le scelte politiche acquistano il loro peso.
Questa lettura aiuta a non isolare gli eventi come singoli incidenti. L’ascesa raccontata dalla serie prende forma attraverso accordi, cedimenti, opportunismi e intimidazioni. Il potere non cresce soltanto quando il protagonista impone direttamente una decisione, ma anche quando altri accettano di adattarsi alla situazione che sta costruendo.
Luca Marinelli e il racconto di Joe Wright
M – Il figlio del secolo ripercorre il periodo che comincia con la nascita dei Fasci nel 1919 e arriva al discorso parlamentare del gennaio 1925. La prospettiva della miniserie tiene insieme il ruolo pubblico di Mussolini e la sua dimensione privata, lasciando emergere la costruzione del personaggio politico.
La regia di Joe Wright e l’interpretazione di Luca Marinelli sostengono un racconto che chiede allo spettatore di osservare anche i meccanismi della seduzione del potere. Per l’appuntamento del 2 novembre, il centro rimane la doppia partita della legge elettorale e delle liste: gli episodi conclusivi, il settimo e l’ottavo, appartengono alla serata successiva del ciclo.
