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In quali città per 12 settimane è stata girata la miniserie «177 giorni – Il rapimento di Farouk»

In quali città per 12 settimane è stata girata la miniserie «177 giorni – Il rapimento di Farouk»

La miniserie 177 giorni – Il rapimento di Farouk è stata girata in due regioni, la Sardegna e la Campania. Le riprese sono cominciate il 1° ottobre 2025 e, al momento del primo ciak, erano state annunciate per circa dodici settimane. In Sardegna la troupe ha lavorato a Nuoro, Olbia, Orgosolo e Cannigione; in Campania a Benevento, Salerno, Caserta e Napoli, con le rispettive province.

La serie, in sei episodi divisi in tre prime serate su Rai 1, racconta uno dei sequestri di persona che più hanno segnato l'Italia degli anni Novanta.

La storia vera del rapimento di Farouk Kassam

Farouk Kassam fu rapito il 15 gennaio 1992 a Porto Cervo, in Sardegna, da una banda di criminali sardi guidata dal bandito Matteo Boe. Il bambino rimase nelle mani dei sequestratori per 177 giorni, da cui il titolo della serie, prima di essere liberato. I rapitori furono poi arrestati.

La miniserie è tratta dal libro Mio figlio Farouk. Anatomia di un rapimento, scritto dal padre Fateh Kassam con Marco Corrias. Racconta la vicenda attraverso gli occhi della famiglia, ma anche quelli dei giornalisti e delle forze dell'ordine, con una squadra congiunta di Polizia e Carabinieri impegnata nelle ricerche.

Il cast e la produzione

La regia è di Carlo Carlei. Marco Bocci interpreta Fateh Kassam, il padre di Farouk, e Antonia Desplat è Marion Bleriot, la madre. Il piccolo Farouk ha il volto di Filippo Papa, al suo primo ruolo davanti alla macchina da presa. Nel cast ci sono anche Rosa Diletta Rossi, Domenico Diele, Enrico Inserra, Mauro Addis e Leonardo Capuano.

La serie è una coproduzione di Rai Fiction e Bim Produzione, prodotta da Riccardo Russo. La sceneggiatura è di Lea Tafuri, Antonio Manca e Vincenzo Marra. Bim Produzione fa parte del gruppo Wild Bunch, e la distribuzione internazionale della serie è affidata a Mediawan Rights.

Fra i personaggi del racconto compare anche Graziano Mesina, il bandito sardo che ebbe un ruolo nella vicenda. La serie intreccia così più piani: il dolore e l'attesa dei genitori, il lavoro dei giornalisti che seguivano il caso, le indagini di Polizia e Carabinieri, e il mondo del banditismo sardo di quegli anni.

La Sardegna: da Olbia all'interno dell'isola

La parte sarda delle riprese segue i luoghi della storia. Olbia e Cannigione portano la serie sulla costa del nord-est dell'isola, la Gallura, la stessa zona in cui si trova Porto Cervo, dove avvenne il rapimento. Nuoro e Orgosolo spostano invece il racconto nell'interno dell'isola, nelle terre della Barbagia, un paesaggio di montagne e di paesi molto diverso da quello della costa.

È un contrasto forte, quello fra la costa delle vacanze e le montagne dell'interno, che la serie usa per raccontare la distanza fra due mondi che il sequestro mise improvvisamente a contatto.

La Campania: Napoli, Caserta, Salerno e Benevento

La seconda regione del set è la Campania. Qui la troupe ha lavorato a Napoli, Caserta, Salerno e Benevento e nelle loro province. La scelta di affiancare alla Sardegna una seconda regione è frequente nelle produzioni televisive, che distribuiscono il lavoro fra più territori.

Questa doppia geografia permette alla produzione di alternare gli esterni sardi, riconoscibili e legati alla vicenda, con altri ambienti in cui si sviluppano le indagini e la vita dei personaggi.

Una storia che torna a far parlare

A più di trent'anni dal sequestro, la miniserie riporta l'attenzione su una vicenda che molti ricordano ancora. Lo stesso Farouk Kassam, oggi adulto, ha raccontato che la serie lo ha aiutato a fare i conti con il trauma vissuto da bambino.

Quando 177 giorni – Il rapimento di Farouk andrà in onda su Rai 1, gli spettatori riconosceranno la costa della Gallura e le montagne della Barbagia, ma anche gli angoli della Campania che hanno ospitato il set. Due regioni lontane, unite per qualche mese da una storia che l'Italia non ha dimenticato.

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