La città giuliana che fa da scenario a Libera – Il caso Elena Palma è Trieste. Qui la troupe della seconda stagione di Libera ha lavorato per 42 giornate di set, tra la metà di marzo e l'inizio di maggio 2026, dopo due settimane di riprese a Roma. La serie è tornata su Rai 1 domenica 25 ottobre 2026 con tre serate e sei episodi, disponibili anche su RaiPlay, e si chiude l'8 novembre.
Per la serie Trieste non è un semplice sfondo. Con i suoi palazzi sul mare, il vento, le aule di giustizia e i quartieri costruiti sulle colline, la città dà alla storia un tono severo e riconoscibile, lo stesso che il pubblico aveva imparato a conoscere nella prima stagione, andata in onda nel 2024 e girata anch'essa qui.
La storia di Libera Orlando, giudice a Trieste
Protagonista è ancora Lunetta Savino nel ruolo di Libera Orlando, la giudice che nella nuova stagione è diventata presidente della Sezione penale del tribunale di Trieste. La regia è di Gianluca Mazzella, e nel cast c'è anche Matteo Martari. Al centro della storia c'è il processo al giovane rapper Omar Alami, accusato del femminicidio di Elena Palma: un caso che porta la serie dentro un dibattimento penale, con le sue tensioni, le pressioni dell'opinione pubblica e i dubbi che accompagnano ogni sentenza.
È una storia che vive soprattutto nelle stanze della giustizia, e per questo la scelta dei luoghi reali della città ha avuto un peso particolare. La produzione ha potuto contare sul sostegno della FVG Film Commission, la struttura che in Friuli Venezia Giulia accompagna le produzioni di cinema e televisione.
Il tribunale di Foro Ulpiano, cuore della serie
Per una serie che racconta la vita di una giudice, il luogo più importante non poteva che essere il tribunale. Le riprese hanno avuto il loro baricentro nel Palazzo di Giustizia di Foro Ulpiano, il grande edificio che ospita gli uffici giudiziari della città. Corridoi, scaloni e aule sono diventati il mondo quotidiano di Libera Orlando, e proprio qui, al tribunale, si sono chiuse le riprese della stagione, il 2 maggio 2026.
Girare in un palazzo di giustizia vero dà alle scene una concretezza difficile da ottenere in studio: la luce delle finestre alte, il rumore dei passi, le porte pesanti delle aule. Sono dettagli che lo spettatore non nota uno per uno, ma che rendono credibile il racconto di un processo.
Palazzo Carciotti diventa la Questura
Un altro edificio simbolo della città ha cambiato funzione per la serie. Palazzo Carciotti, che si affaccia sulle Rive all'imbocco del Canal Grande, nella finzione è diventato la Questura. È uno dei palazzi più riconoscibili del lungomare triestino, con la sua facciata neoclassica e la cupola, e la serie lo usa per dare un volto alle indagini di polizia che corrono parallele al processo.
Accanto ai palazzi istituzionali, le telecamere hanno ripreso scorci del centro e Piazza Unità d'Italia, la grande piazza aperta sul mare che è il cuore della città. Sono le immagini che più di tutte fanno riconoscere Trieste anche a chi non ci è mai stato.
Da Rozzol Melara allo Yacht Club, le due facce della città
La storia di Omar Alami ha portato la troupe lontano dal centro elegante. Il quartiere popolare di Rozzol Melara, sulle colline della città, è tra i luoghi della serie: un complesso residenziale che racconta una Trieste diversa da quella delle cartoline, fatta di periferie e di vite che si incrociano con quelle del tribunale.
Per le scene legate al mondo del rapper, invece, le riprese si sono spostate allo Yacht Club, sul mare. Il contrasto fra questi luoghi è parte del racconto: la serie mette uno accanto all'altro ambienti sociali lontanissimi, che il processo costringe a confrontarsi.
Muggia, Monfalcone e Duino Aurisina
Non tutte le riprese si sono svolte dentro i confini della città. La troupe ha lavorato anche a Muggia, la cittadina affacciata sull'altro lato del golfo, dove le riprese in regione sono partite il 16 marzo insieme a quelle triestine, e poi a Monfalcone e a Duino Aurisina. Insieme a Trieste, questi luoghi compongono la geografia della serie, tra mare, costa carsica e centri urbani.
Anche per questo è giusto parlare di Trieste come di una città giuliana e non friulana: la Venezia Giulia ha una storia e un'identità proprie all'interno del Friuli Venezia Giulia, e la serie la racconta proprio attraverso i suoi luoghi.
Per chi segue Libera – Il caso Elena Palma fino all'ultima serata dell'8 novembre, riconoscere il tribunale di Foro Ulpiano, Palazzo Carciotti o la piazza sul mare è un modo per guardare la serie con occhi diversi. E per chi visita Trieste, è un itinerario che porta dentro il set di una delle fiction più seguite dell'autunno.
