I luoghi del cinema

A ciascuno il suo: Piazza Duomo a Cefalù diventa il paese di Sciascia

Elio Petri scelse Cefalù per trasformare in immagini la Sicilia di Leonardo Sciascia: Piazza Duomo e il centro storico diventano parte del racconto

A ciascuno il suo: Piazza Duomo a Cefalù diventa il paese di Sciascia

Ci sono luoghi che il cinema usa come semplice sfondo e altri che finiscono per entrare dentro il racconto. Piazza Duomo a Cefalù appartiene alla seconda categoria. Nel 1967 Elio Petri la scelse per A ciascuno il suo, il film liberamente ispirato al romanzo di Leonardo Sciascia, e da quel momento la piazza smette di essere soltanto uno spazio reale: diventa parte della Sicilia morale e inquieta costruita dal film. Cefalù, con la sua pietra chiara, le strade strette e la presenza imponente della Cattedrale, offre a Petri un paesaggio nel quale bellezza e oscurità convivono continuamente.

La piazza che diventa un paese cinematografico

Nel film il paese siciliano non viene raccontato come una cartolina. Petri utilizza Cefalù per creare uno spazio nel quale tutti sembrano conoscersi, ma nessuno sembra conoscere davvero la verità. Piazza Duomo, il centro storico e le strade che le ruotano attorno assumono così una funzione precisa: mostrano una comunità raccolta, quasi chiusa su se stessa, dove le relazioni personali diventano più importanti delle regole e dove ogni gesto può nascondere qualcosa.

Quando Petri porta Sciascia a Cefalù

A ciascuno il suo nasce dall'incontro tra il cinema politico e civile di Elio Petri e il mondo narrativo di Leonardo Sciascia. Il romanzo raccontava una Sicilia nella quale la ricerca della verità finisce per scontrarsi con interessi, silenzi e complicità. Petri trasforma questa materia letteraria in immagini e sceglie Cefalù come uno dei luoghi nei quali rendere visibile quell'atmosfera. Il paesaggio non viene semplicemente mostrato: diventa parte del meccanismo attraverso il quale lo spettatore entra nel clima del racconto.

Il Duomo non è soltanto sullo sfondo

Uno degli aspetti più interessanti è il modo in cui la Cattedrale e la piazza entrano nel linguaggio visivo del film. Non sono soltanto monumenti riconoscibili: diventano elementi che danno peso alle scene. Il centro storico di Cefalù offre a Petri una successione di spazi aperti, vicoli, edifici e prospettive che accompagnano l'indagine del professor Paolo Laurana. La città reale viene così trasformata in una geografia narrativa.

Volonté cammina dentro una Sicilia che osserva e tace

Gian Maria Volonté interpreta Paolo Laurana, un professore che cerca di comprendere le ragioni di un duplice omicidio e finisce progressivamente dentro una rete molto più grande di lui. Le strade e le piazze attraversate dal personaggio contribuiscono a creare la sensazione di un ambiente nel quale tutto è visibile ma niente è veramente dichiarato. La forza di Cefalù nel film sta proprio qui: la città appare luminosa e mediterranea, eppure Petri riesce a trasformarla in uno spazio dominato dal sospetto.

Quando una città diventa parte del film

Il cinema non fotografa mai semplicemente un luogo: lo trasforma. Nel caso di A ciascuno il suo, Piazza Duomo rimane perfettamente riconoscibile ma assume un'identità diversa attraverso le inquadrature, i movimenti degli attori e il montaggio. Per questo rivedere oggi il film significa anche osservare Cefalù con occhi differenti. La piazza continua a essere uno dei luoghi più frequentati della città, ma conserva dentro di sé anche la memoria di quelle riprese del 1967.

Il luogo del cinema

Luogo: Piazza Duomo, Cefalù
Film: A ciascuno il suo
Anno: 1967
Regia: Elio Petri
Dal romanzo di: Leonardo Sciascia
Protagonista: Gian Maria Volonté
Il luogo nel film: Cefalù diventa parte della Sicilia immaginata da Petri e Sciascia

Oggi chi attraversa Piazza Duomo può guardarla in due modi. Può vedere uno dei luoghi più conosciuti di Cefalù oppure può immaginare la macchina da presa di Elio Petri e Gian Maria Volonté che attraversa quello spazio. È questo il fascino dei luoghi del cinema: il set viene smontato, gli attori se ne vanno, ma una parte del film continua a vivere nel luogo reale.

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