29 settembre in VOD esce “Roqia”, film del 2025 diretto dal regista algerino Yanis Koussim. Dopo la presentazione alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2025, il titolo arriva il 29 settembre 2026 nel mercato VOD statunitense. La disponibilità indicata riguarda gli Stati Uniti e può quindi essere diversa in Italia o in altri Paesi.
Un uomo torna a casa senza riconoscere nessuno
La storia comincia nel 1993. Ahmed ha avuto un incidente automobilistico che gli ha provocato un’amnesia. Quando torna nel suo villaggio non riconosce la moglie, i figli né i luoghi che dovrebbero appartenergli. Anche la sua presenza provoca paura: il volto è interamente coperto da bende e il figlio più piccolo fatica ad accettare quell’uomo come il padre che conosceva.
La perdita della memoria trasforma la casa in un luogo estraneo. Ogni persona potrebbe essere qualcuno di importante, ma Ahmed non possiede gli strumenti per capire chi dice la verità. Anche un vicino che si presenta come suo amico genera in lui un senso di disagio. Il problema non è soltanto ricordare: è capire se ciò che lo circonda sia davvero ciò che gli altri sostengono.
Le visite notturne e una lingua incomprensibile
Durante la notte iniziano ad arrivare figure misteriose. Pronunciano litanie in una lingua che Ahmed non comprende e rendono sempre più difficile distinguere tra realtà, memoria e paura. Alcuni dettagli del suo corpo e del suo passato aumentano il mistero, compresa l’assenza di un dito della mano destra.
Il film non costruisce il proprio enigma soltanto intorno all’identità del protagonista. La domanda più inquietante è un’altra: che cosa accadrebbe se recuperare la memoria fosse più pericoloso che perderla? Ahmed teme ciò che potrebbe scoprire su se stesso e su ciò che è avvenuto prima dell’incidente.
Una seconda storia nel presente
Parallelamente, nel presente, un anziano raqi, cioè un esorcista musulmano, soffre di Alzheimer. Il suo discepolo osserva con crescente preoccupazione la perdita di memoria del maestro, mentre in città aumentano la violenza e fenomeni inspiegabili. Alcune persone possedute iniziano a parlare una lingua sconosciuta, creando un legame inquietante con quanto avvenuto decenni prima.
Le due linee narrative procedono quindi in direzioni opposte. Nel passato un uomo teme di ricordare. Nel presente un altro uomo sta perdendo i propri ricordi. In entrambi i casi la memoria diventa qualcosa di fragile e pericoloso, capace di proteggere ma anche di aprire una porta verso ciò che era rimasto nascosto.
Horror, identità e memoria
Roqia utilizza elementi horror e soprannaturali per parlare di identità personale e collettiva. L’amnesia di Ahmed non è soltanto un espediente narrativo: costringe il protagonista a ricostruire il proprio posto nella famiglia e nella comunità. Chi siamo quando non ricordiamo più ciò che abbiamo fatto? E quanto possiamo fidarci di chi ci racconta il nostro passato?
Il film è una coproduzione tra Algeria, Francia, Qatar e Arabia Saudita. Alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia è stato presentato come opera in concorso, con una durata di circa 94 minuti. Nel cast figurano Ali Namous, Akram Djeghim, Mostefa Djadjam, Hanaa Mansour e Lydia Hanni.
Yanis Koussim e il cinema algerino indipendente
Yanis Koussim ha lavorato in precedenza su cortometraggi e sceneggiature ed è tra i fondatori di Plateau19, collettivo nato per sostenere il cinema indipendente in Algeria. Con Roqia porta sullo schermo un racconto che mette in relazione la dimensione privata della famiglia con paure più profonde legate alla memoria e alla storia.
Il 29 settembre 2026 il film entra quindi in una nuova fase della sua distribuzione con l’arrivo in VOD negli Stati Uniti. Per chi cerca un horror diverso dai modelli più convenzionali, Roqia costruisce la propria tensione attraverso memoria, famiglia, mistero, identità e inquietudine: cinque elementi che si intrecciano fino a rendere ogni ricordo una possibile minaccia.
