La Giuria del Festival del Cinema di Cefalù assegna il Diploma di Regista Ambientale al regista Alessandro Negrini per il suo film ” La luna sott’acqua “con cui porta sullo schermo una narrazione avvolgente e delicata, che si immerge nelle acque del disastro del Vajont, un evento tragico che ha segnato la storia dell’Italia. In un perfetto equilibrio tra realismo magico e retorica politica, il film diventa una meditazione sulla natura, sul tempo e sulla capacità di resistere al dolore. “La luna sott’acqua” non è solo un documentario, ma un vero e proprio “docu-sogno” che racconta Erto, il paese che ha resistito al più grande disastro provocato dall’uomo in tempo di pace. Il regista riesce a trasmettere, attraverso immagini suggestive e un linguaggio visivo evocativo, il conflitto tra la memoria storica e il bisogno di rinascita, tra la ferita lasciata dalla tragedia e la speranza di un futuro che si nutre di radici profonde. La sua esplorazione della resistenza umana e della resilienza della natura è un atto di poesia cinematografica che invita alla riflessione, non solo sul passato, ma anche sul nostro presente.
Il Diploma di Regista Ambientale viene conferito ai registi che utilizzano il potere del cinema per raccontare storie che mettono in evidenza la bellezza, la fragilità e la necessità di salvaguardare il nostro ambiente naturale. Questo riconoscimento è un simbolo del ruolo fondamentale che i cineasti possono svolgere nel sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere la sostenibilità. In un momento in cui il nostro pianeta affronta sfide senza precedenti, come i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e l’inquinamento, il cinema può essere un potente strumento di educazione e ispirazione. Le storie che raccontano la natura, le sue risorse e le sfide che affrontiamo, possono stimolare riflessioni e azioni concrete. Il Diploma di Regista Ambientale non solo premia l’impegno dei registi, ma sottolinea anche l’urgenza di un cambiamento globale, evidenziando quanto sia fondamentale proteggere e rispettare la nostra terra.