Primo piano donna: 18 film per la mostra cinematografica su MYmovies

«Primo Piano Donna» è il titolo della Mostra cinematografica che il Festival del Cinema di Cefalù propone sulla piattaforma MYmovies Live. La mostra intende far riflettere sulla dimensione femminile del Cinema. Lo fa mostrando 18 film nei quali la donna è presentata nelle sue diverse dimensioni cinematografiche. La mostra, che si tiene dal 19 al 26 novembre, propone i seguenti film:

  • Vivi Caccamo di Fabrizio Fajlla e Fabrizio Cavallaro. Il progetto “Vivi Caccamo” è un susseguirsi di immagini ritraenti i posti più iconici e noti di Caccamo. Attraverso il video si vuole trasmettere una visione realistica della vita quotidiana fatta di piccoli frammenti così come si presenterebbero agli occhi di un ipotetico visitatore. Basta poco per rimanere affascinati da Caccamo, un borgo caratterizzato da semplicità e da antiche tradizioni. Il Corto ha vinto il Premio “Città di Caccamo” organizzato dal Comune in collaborazione con il Festival del Cinema di Cefalù.
  • Manco Morto di Emma Cecala. Sicilia 1958. Il paese di Cofone, nell’entroterra siciliano, ha le strade tappezzate di manifesti elettorali in vista delle elezioni del Primo Cittadino al Consiglio Comunale. Pochi giorni prima delle elezioni, muore il candidato a sindaco esponente del P.C.I. Tra lo smarrimento dei compagni e le congetture dei paesani, la funzione religiosa si trasforma in un teatro dell’assurdo. Ma l’incredulità della folla trova il suo culmine nelle ultime volontà del defunto…
  • La Leggenda del granchio d’oro di Michele Falzone. La leggenda del Granchio d’oro, una storia avvolgente, che riporta lo spettatore indietro negli anni ’40. Il racconto scritto dal maestro Rocco Chinnici, parla di un granchietto magico, che brilla fra le acque di un ruscello. La leggenda narra che, l’unico modo per sciogliere l’incantesimo del piccolo granchio, era cercarlo e toccarlo con mano, portando nella realta’ un dolcissimo bambino! Una storia intrecciata che tocca sensibilmente il cuore, racchiudendo vari temi sociali, risaltando l’importanza contro la violenza sulle donne, della poverta’, il duro lavoro nei campi, l’abbandono e l’amore incondizionato verso i bambini.
  • Reginetta di Federico Russotto. Ciociaria, primi anni ’50. Una giovane contadina viene scelta per partecipare alle selezioni di Miss Italia, ma le misure del suo corpo non sono quelle richieste dal concorso. Sottoporsi ad un terribile processo di trasformazione fisica sembra essere l’unico modo per essere eletta Reginetta.
  • Libero the rhythm of my life di Maurizio Rigatti. Alla fine degli studi, Libero – ragazzo affetto da malattia rara – vuole prendere casa insieme a un paio di amici. Nonostante la qualifica da Social Media Manager e l’impegno nella ricerca, Libero non riesce a trovare un impiego che gli garantisca l’indipendenza economica. Sua madre non reagisce troppo bene all’idea di una casa da solo con gli amici. Di fronte alla possibilità di un posto da cassiere nel supermercato di quartiere Libero esita, terrorizzato dai propri limiti e forse amareggiato all’idea di un lavoro diverso da quello sognato. Gli amici intanto premono per la decisione sulla casa. Grazie all’empatia dei genitori, al dialogo e alla forza di volontà, anche Libero troverà la propria strada.
  • C’hai 5 di Daniele Falleri che ha vinto l’edizione 2023 del Festival del cinema di Cefalù. C’HAI 5 racconta con passione le storie parallele di due personaggi femminili le cui vite si intrecciano drammaticamente: una adolescente che sogna di diventare una calciatrice professionista e una dottoressa impegnata nella ricerca del rene artificiale. I sogni della ragazza si scontrano con la dura realtà di una malattia difficile da gestire, che comporta sacrifici pesanti e una disciplina ferrea. L’unica speranza di tornare a una vita normale è il trapianto, una meta difficile da raggiungere. Con le due protagoniste ci addentriamo con passi felpati ma decisi nel mondo della dialisi e della estenuante attesa di un nuovo organo vitale. Ma c’è una luce che brilla in fondo al tunnel: la ricerca. Il corto è un inno alla vita e alla speranza.
  • La quotidiana odissea di Penelope di Michele Bottini. La quotidiana odissea di Penelope è la storia di un normale ritorno al proprio nido, alla propria casa di una persona, una cittadina, una lavoratrice, ma donna… Donna … Questa donna, comunque si chiami, deve affrontare un mondo dominato da una ingombrante, anche se certo naturale, presenza maschile. E questa presenza maschile mostra tutte le sue sfaccettature, il suo caleidoscopio di battute, provocazioni, approcci, apprezzamenti, a volte anche innocenti o quantomeno non direttamente aggressivi, ma che costituiscono il cumulo del fardello che una donna si porta a casa ogni giorno. E quando finalmente questa donna si trova a casa non è detto che ciò che vi trova sia proprio quello che si aspetta…
  • Chi sei? di J. Nicolas Castro Molinari. Il famoso scrittore di Gialli, Nicolas De Santis (Salvatore Mayol) e sua Moglie Rebecca (Luana Morelli) sono in viaggio di piacere dopo la presentazione dell’ultimo libro. Il viaggio, fatto nel cuore della notte, è più che altro un pretesto per ritrovarsi in quanto la tragica morte di Adele (Federica Tarantino), sorella di Nicolas, continua a tormentarli nonostante siano trascorsi diversi mesi. Il loro viaggio è disturbato da continue telefonate in cui un mitomane imita la sua voce. Nicolas e Rebecca sono costretti a fermarsi, in un’area di servizio abbandonata, a causa dello scoppio di uno pneumatico. Nicolas si allontana dalla vettura andando alla ricerca di una fontana e viene aggredito alle spalle da un uomo. Rebecca, sola in auto e ignara di tutto, vede ritornare il marito, col quale si rimette in viaggio. Nicolas viene risvegliato da un losco sconosciuto (Valerio Rota Vega), nell’aria di servizio.
  • Il chiodo di Martino di Matteo Corsi. Due storie si incrociano. Quella di Martino, un bambino introverso e pieno di solitudine, che abita con la nonna ed il suo cane e che passa la maggior parte del tempo passeggiando nella natura o armeggiando dentro un fantastico capanno super attrezzato. Quella di Edoardo, un uomo pieno di impegni, di preoccupazioni e di conflitti interiori, che non sa godersi la vita e che non riesce a dare valore all’amore della moglie e delle figlie. Due storie diametralmente opposte, non solo per l’età dei protagonisti della vicenda, ma soprattutto per la tipologia dei loro desideri, che sono completamente divergenti. Tuttavia, la vita è fatta di curve, di deviazioni ed arresti che, improvvisamente, cambiano tutto e che possono perfino apparirci come dei brutti scherzi del destino. Invece, anche se non sempre lo comprendiamo, ciò che può apparirci come una grave seccatura, può invece essere frutto della fantasia e del destino e può fornirci, infine, una gran bella soluzione.
  • Mindstuck di Jackson Atan. Una ragazza di nome Jess è agorafobica e ha degli attacchi di panico. Il suo medico le prescrive delle pillole per calmarsi. Un giorno vede qualcuno intrufolarsi in casa sua quindi deve affrontare le sue paure più profonde. Il regista Jackson Atan è nato in Vietnam ed è cresciuto in Italia. Ha lavorato a video musicali e spot pubblicitari da quando aveva 18 anni. Ha sempre sognato di diventare un regista per raccontare storie attraverso la telecamera. Ha una laurea in Cinema presso l’Università Alma Mater Studiorum. Questo cortometraggio alla regia per la prima volta parla dell’affrontare le nostre paure più profonde. È la rappresentazione di tutti noi. Il breve filmato è incentrato su una domanda: Si tratta di affrontare la realtà e accettare noi stessi.
  • Eleonora Baeli di Carmelo Formica. Il corto rielabora originalmente un’antica leggenda milazzese, ambientata alla metà del ‘600. La protagonista è Eleonora dei Baroni Baeli della Tenuta S. Nicolò di Capo Milazzo, una ventenne dal prodigioso anelito alla libertà, la cui traiettoria esistenziale viene qui seguita negli snodi che coinvolgono soprattutto gli zii Onofrio e Chiara Fiore e il giovane Giacomo Foti, figlio del campiere della tenuta. Il contorno è costituito dalla cugina Caterina, il campiere, una serva fedele, un promesso sposo, uno spasimante, le malelingue dei rampolli aristocratici, e il Raìs e i pescatori della Tonnara della Gabbia; mentre il centro iconico del film è una cena alla Ciappa Baeli presso la spiaggia di Seno Perciato. Il complicato e a tratti torbido intreccio di relazioni personali imperniate su Eleonora determina, sullo sfondo della mitologia locale, un epilogo fatale dalle tinte spiccatamente enigmatiche.
  • Tra le sette e le otto di Mattia Trezza. La routine di Daniele, padre di famiglia in carriera, viene scombussolata dalla notizia di suo padre Armando che a causa di un problema di salute … dovrà recarsi in ospedale ogni due giorni per delle analisi e Daniele, suo unico figlio dovrà accompagnarlo. L’appuntamento è tra le 7,00 e le 8,00 del mattino. Per Daniele inizierà un periodo di vero inferno, in cui la sua pazienza verrà messa a dura prova dalle richieste e le pretese del vecchio Armando.
  • La nebbia di Ninni Palma. Franco un uomo perduto nella nebbia dell’alzheimer, la moglie e la figlia perdute tra il sorriso e le lacrime, uno spaccato di vita secco e deciso in cui la malattia si trasforma in ironia e preoccupazione, in negazione e angoscia, ma la nebbia avanza. L’inizio della malattia che trova spaesati chi ne è affetto e chi sta accanto, metaforicamente la nebbia non ci permette di vedere e ci rende confusi e disorientanti, ma coscienti ed impreparati ed è quello che capita a chi sta per entrare nel limbo di questa malattia. La nebbia è un viaggio nella mente di un uomo affetto da Alzheimer, il racconto non è mai melodrammatico la finzione si limita a raccontare i primi momenti di questa terribile malattia, Il protagonista anche se con la sua famiglia è solo nel buio pesto della sua mente. Con Francesco Italia, Aurora Quattrocchi, Sandra Zerilli, Riccardo Isgrò per la regia di Ninni Palma
  • Un uomo di notte di Antonio Del Gaudio. Un uomo esce dalla sua abitazione e si incammina nella città di notte. Le strade sono deserte. Si ferma ad una edicola e conversa con il gestore di quella rivista a cui la moglie è affezionata lettrice – poi si reca da Donna Carmela la signora che gestisce l’ortofrutta sua negoziante di fiducia. Infine incontrerà Briciola, un cane che se ne va a passeggio con il suo padrone che gli ricorderà il suo amatissimo Gerry – il suo cane morto qualche anno prima.
    L’uomo svolta palazzi e piazze, saluta conoscenti e non si ferma mai il suo sorriso. D’un tratto un suono distorto – un mandolino echeggia dietro un angolo – l’uomo si avvicina impaurito ma curioso. È la citta in pieno giorno – una città che brulica di vita. Ma la notte è davvero notte? E il giorno è davvero giorno? La città è davvero una città o un sogno che l’uomo sta vivendo solo nel suo immaginario?
  • Quel che resta di Domenico Onorato. Una produzione ambiziosa in cui viene riprodotto un mondo distopico, dove le differenze sociali vengono enfatizzate da scelte di costumi e scenografia. Il tema è il cibo, il suo riutilizzo che genera ricchezza e convivialità, annullando le differenze. L’intento del corto è quello di rappresentare in maniera metaforica come i rifiuti, gli avanzi, possano rinascere a nuova vita.
  • La ballata del Trasimeno di Mauro Magrini. Il protagonista (Massimiliano Varrese) è un poliziotto sotto copertura che viene scoperto dalla malavita. Il vice questore (Antonio Ballarano) organizza il programma di protezione, cambia il suo nome in Roberto Giansoni (ricorda un bluesman di Robert Johnson dei primi del Novecento) e lo nasconde in Umbria da un contatto fidato. Il contatto è Renzo (Mirko Revoyera) un pescatore del Lago Trasimeno, che lo accoglie sotto la sua ala protettrice e gli insegna a pescare. Roberto è inizialmente scontroso, anche perché viene da un ambiente cittadino e ha frequentato i bassifondi della società, ma poi, grazie al suo nuovo mentore, si apre e si calma davanti alla magnificenza della natura e dell’ambiente rurale. Jart (Fabrizio Martin), chitarrista bluesman, lo introduce profeticamente al Trasimeno Blues e lì Roberto incontra Giulia (Arianna Fiandrini), fotografa del Festival. Queste due nuove amicizie lo aprono ad una socievolezza semplice e naturale, portandolo alla riscoperta di se stesso. Roberto tornerà al suo vecchio lavoro nei bassifondi aziendali?
  • Eversio di Sofia Favata. Rea, con una foto in mano ed un fucile in spalla, in una pallida mattinata, giunge alle porte di una città distrutta in modo innaturale, con il preciso intento di attraversarla e di verificarne le condizioni. Il suo viaggio si trasformerà in un percorso di redenzione, poiché ella, da essere umano che ha preso parte al conflitto, scoprirà il male che si cela dentro di sé e che avvelena e uccide al solo contatto la natura con cui si ritrova ad interagire. Proseguire il suo cammino attraverso zone progressivamente più devastate, fino all’epicentro dell’esplosione che ha raso al suolo ogni cosa, le farà provare un orrore insostenibile verso la brutalità di cui anch’ella si è resa complice. Questo senso di colpa ed il sentimento di repulsione nei confronti del suo passato, e più in generale della violenza, la porteranno ad una catarsi interiore,al fine di reintegrarsi finalmente con la natura e a trovare la pace interiore.
  • The end of the river di Lorenzo Bellino che è anche il più giovane tra i registi che partecipano al Festival. Il nuovo cortometraggio di Lorenzo Bellino, «The end of The river», con Simona Brocato, Davide Sammarco, Salvatore Musumeci e Maurizio Virzì, ha come protagonisti Jake e Lin, due agenti segreti che hanno la missione di recuperare una fiala, contenente il virus HXCV, finita nelle mani di un temuto criminale. Jake e Lin si introdurranno nella sua fastosa dimora, rischiando la vita per il bene dell’umanità. Tra inseguimenti adrenalinici e sparatorie, acqua, terra e fuoco, un’avventura piena di pathos che riuscirà a coinvolgere e che al tempo stesso indurrà a riflettere sulla pericolosità delle armi non convenzionali. Un’emozionante short-film, firmato LB entertainment.

MYmovies è il sito web di cinema più importante in Italia con più di 500.000 utenti unici al giorno. Nato come database di tutte le recensioni cinematografiche, MYmovies è anche co-produttore e co-distributore di numerosi film indipendenti in Italia. Capharnaüm di Nadine Labaki, Shoplifters di Hirokazu Kore’eda, Le jeune Karl Marx di Raoul Peck sono solo alcuni dei film che MYmovies ha co-distribuito in Italia. MYmovies è inoltre uno dei principali produttori del documentarista italiano Roberto Minervini.

MYMOVIESLIVE inizia l’attività 10 anni fa con il film La bocca del lupo, vincitore del TFF 27, è la piattaforma streaming ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia dal 2015, del Torino Film Festival 32 e di oltre 100 Festival cinematografici in Italia e nel mondo. MYmovies è una società del Gruppo GEDI S.P.A. (La Repubblica, La Stampa, Radio Deejay, Radio Capital) uno dei più importanti Gruppi Editoriali italiani, di proprietà di Exor N.V. (FCA, Ferrari, Juventus, The Economist).

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