Il Cinematografo / The Cinema. Poesia del Poeta Antonello Di Carlo dedicata al nostro Festival

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Il cinematografo
Caro vecchio cinematografo
con gioia racconto la tua storia
e mi atteggio a tuo biografo
per omaggiar la tua memoria.
Da Le Prince ai Lumière
da Canudo ad Williamson,
centinaia di uniche “premières”
e il genio creativo di Edison
ti han studiato e riadattato
come un figlio ti han cresciuto,
a volte conteso e personalizzato
ma sempre più apprezzato e conosciuto.
Grazie a te il regista ha unito
lo spazio col tempo,
nasci dal greco ” kínēma ” (κίνημα, -τος)
che in italiano vuol dire “movimento “.
Movimento di fotogrammi
e di immagini
negli anni divenuti ancor
più dinamici e magici.
Non importa se con
te si rappresenta la realtà,
la storia o semplicemente
l’eterea beltà,
poiché ogni scenografia o novella,
finta, fantasiosa o surreale,
innanzi a te diventa uno spettacolo
collegato con questo mondo reale.
Con le tue ombre e le tue luci
catturi, imprimi e riduci
su di una pellicola una rapsodia
che diventa quasi un’elegia.

Cortometraggio, mediometraggio
e lungometraggio,
sono l’indiscutibile prodotto del tuo
antico e nobile retaggio.
Sei la settima fra tutte le arti
ma non per ordine di grandezza,
sei figlio della fotografia
ma regali una diversa ebrezza.
Ho un po’ di malinconia
ogni qual volta io ti vedo,
il ricordo mi porta via
e ad esso mi concedo.
Tutt’oggi, come allora,
quando ero solo un adolescente,
continuo ad attendere trepidante
che del film giunga l’ultimo istante.
La proiezione mi regalava
l’insostituibile sensazione
che, dentro un cinematografo,
passavan leste e liete le ore.
Ma sei tanto cambiato
e diventato molto diverso,
da come eri una volta,
dal tuo antico contesto
in cui il regista era la tua anima ,
il direttore di scena , il vero artista
ed agli esperti tecnici del movimento
l’onere di curar ogni singolo momento.
Oggi, più che mai, sei al centro
di un’ economia industriale,
che per certi versi ti ha snaturato
ed ha stravolto il tuo scopo naturale.
Al posto della vecchia, cara e classica bobina
ci sono nuove grafiche ed effetti speciali,
che sono un po’ causa di decadenza e rovina,
indispensabili solo per incassi commerciali.
il Cinema del futuro é sempre più proiettato
verso il digitale, programmazioni e palinsesti
ed io mi domando con un certo languore:
“che fine han fatto i vecchi manifesti?”
La tua vera essenza non è ancora
del tutto svanita,
da uomini caparbi e nostalgici
continua ad essere incoraggiata,
con Cefalù Film Festival, la vecchia arte
anche quest’anno é rinverdita,
grazie a pochi uomini e a tanti registi
ritorni ad essere amata e di fattura pregiata.
Antonello Di Carlo

The cinema

Dear old cinema
with joy I tell your story
and I act as your biographer
to honor your memory.
From Le Prince to Lumière
from Canudo to Williamson,
hundreds of unique “premières”
and Edison’s creative genius
they have studied and adapted you
like a son they raised you,
sometimes contested and personalized
but more and more appreciated and known.
Thanks to you the director moine
space over time,
originate from the Greek “kínēma” (κίνημα, -τος)
which in Italian means “movement”.
Motion of frames
and images
in the years that have become still
more dynamic and magical.
It doesn’t matter if with
you represent reality,
history or simply
the ethereal beauty,
since every scenography or story,
fake, imaginative or surreal,
before you it becomes a spectacle
connected with this real world.
With your shadows and your lights
capture, imprint and reduce
a rhapsody on a film
which becomes almost an elegy.
Short film, medium film
and feature film,
they are the indisputable product of yours
ancient and noble heritage.
You are the seventh of all the arts
but not by order of magnitude,
you are a child of photography
but you give a different thrill.
I have a bit of melancholy
every time I see you,
the memory takes me away
and I allow myself to it.
Even today, as then,
when I was just a teenager,
I continue to wait anxiously
that the last moment of the film comes.
The projection gave me
the irreplaceable sensation
that, inside a cinema,
the hours passed swiftly and happily.
But you have changed a lot
has become very different,
from how you once were,
from your ancient context
where the director was your soul,
the stage manager, the real artist
and technical movement experts
the burden of looking after every single moment.
Today, more than ever, you are at the center
of an industrial economy,
which in some ways has distorted you
and upset your natural purpose.
Instead of the old, dear and classic reel
there are new graphics and special effects,
which are a little cause of decay and ruin,
indispensable only for commercial collections.
the Cinema of the future is increasingly projected
towards digital, programming and schedules
and I ask myself with a certain languor:
“What happened to the old posters?”
Your true essence is not yet
all gone,
by stubborn and nostalgic men
continues to be encouraged,
with Cefalù Film Festival, the old art
also this year it is green again,
thanks to a few men and many directors
return to be loved and of fine workmanship.

Antonello Di Carlo